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> pensieri di natale
 
ROSABIANCA
Inviato il: Venerdì, 04-Dic-2009, 13:13
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E' Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano.
E' Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l'altro
.E' Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della società
.E' Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale
.E' Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e le tue debolezze.
E' Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri.(Madre Teresa di Calcutta
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Gabry
Inviato il: Sabato, 05-Dic-2009, 12:48
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...praticamente...applicando ogni pensiero...potrebbe essere natale tutti giorni...

M E R A V I G L I O S O ...se l'essere umano avesse questa propensione...
ahinoi..non è così...troppa esuberanza e cattiveria in giro...quindi il diavolo e il suo maledetto zampino..atto a rovinare e sporcare tutto...

che Dio ci aiuti

gabry


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Nulla è impossibile a DIO... by gabry
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ROSABIANCA
Inviato il: Giovedì, 17-Dic-2009, 10:17
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: Nello “stupore” del Natale, quello dell’umanità che ascolta il primo vagito di Dio fatto uomo, chi pensa mai allo “stupore” che deve aver provato il Papà del Cielo quando ha udito il primo strilletto del Suo Gesù, al quale tutto il paradiso si mette a soqquadro: gli Angeli che vengono a cantare la loro gioia, che porta...no l’annunzio ai pastori e chissà a quanti altri; le stelle che riecheggiano l’annunzio ai Magi.

Cielo e terra, il mondo dello spirito e quello della materia, che fanno a gara per comunicare la gioia della Vita che è esplosa.
Sì, il Natale è proprio un’esplosione di gioia che viene a rompere il grigiore di morte nel quale siamo immersi.

E che si rinnova ad ogni vagito di bimbo che fende i cieli e suscita nel Cuore del Padre uno “stupore” sempre nuovo: in ogni figlio di uomo torna a nascere il Suo Figlio prediletto, che per nostro amore si è fatto “Figlio dell’uomo”.

Quella gioia che Giovanni Paolo II, nel suo splendido libro “Varcare le soglie della speranza”, chiama la “gioia della creazione”: Dio, il quale creando vede che ciò che crea è buono (Gn. 1,1-25), è fonte di gioia per tutte le creature, e in sommo grado per l’uomo. Dio Creatore sembra dire all’intero creato: “E’ bene che tu ci sia”.
(P. D'Ascanio)
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roby
Inviato il: Giovedì, 09-Dic-2010, 13:04
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Il Dio Bambino ha raccontato la sua gioia nel vedere tutte le amorevoli preparazioni nelle case in tutto il mondo, per celebrare la sua nascita: belle decorazioni, candele, ghirlande luccicanti, grandi alberi di Natale, magnifici regali, buonissimi pranzi di festa, vestiti eleganti, dolci melodie, sorprese di tutti i tipi e così tanti ospiti!

La cosa più bella di tutte, per amore Suo, fu che le famiglie creavano dei modelli in miniatura del luogo della Sua nascita, costruendo delle piccole stalle per celebrare meglio questo giorno benedetto.

Come erano tutti eccitati nei preparativi! Ma la storia finisce con un terribile colpo: quando alla fine, arriva la notte di Natale sulla terra, quando tutto è pronto e il felicissimo Bambino sta davanti alla porta delle case, allora con Sua grande sorpresa Lui non è invitato! Nessuno Lo invita ad entrare! E’ completamente ignorato, addirittura disprezzato! Celebreranno il suo compleanno senza di Lui? Come è possibile...?

Si, Colui di cui si celebra il compleanno rimarrà fuori da solo al freddo, affamato e con il cuore spezzato... Aspettava con tanta gioia di essere in mezzo a loro! Aveva preparato tanti doni divini! Ma i festeggiamenti si svolgono senza di Lui…



Senza di Lui? La Madonna ci dice: “Desidero che mio Figlio nasca in voi. Che gioia sarebbe per me, come Madre…!”

Nella nostra casa, quale posto diamo a Gesù…? Il primo…? L’ultimo…? Nessun posto…?

................................Vieni a casa nostra quest' anno...ti prego!!!!!!!!!!

Roby




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roby
Inviato il: Martedì, 21-Dic-2010, 10:55
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AUGURI SCOMODI



Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.



Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.



Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.



Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!



Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali

e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.



Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.



Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.



Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.



Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.



Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.



I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.



Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.


Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.


Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.



I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora,

vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.



E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.



Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.



Tonino Bello


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ROSABIANCA
Inviato il: Martedì, 21-Dic-2010, 17:25
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Caro Gesu' bambino, ti scrivo dopo tanti anni, perché i "grandi" non ti scrivono più. L'ultima volta che ti ho scritto me la ricordo ancora, ti chiedevo tanti giochi, tante cose, tanti dolci.. adesso ti chiedo ancora di più. I bambini diventano grandi, crescono, maturano.. e tu dal cielo li osservi e li ami; ma piu' crescono e più hanno bisogno di te, del tuo aiuto, ma hanno vergogna a dirtelo.


I "grandi" hanno bisogno di te, loro lo sanno, ma non te lo dicono, pensano di farcela da soli... io oggi te lo dico e ti scrivo una "letterina". per Natale, caro Gesu' Bambino, vorrei anzitutto un po' di stupore. Si', perché la gente non si stupisce piu' di niente: ha tutto e vuole ancora di piu', dice cio' che vuole e non gli bastano mai le parole, vede di tutto ed è sempre piu' curiosa... la gente non si stupisce piu' di niente: donaci un po' di stupore, di quello che ci lascia senza fiato, a bocca aperta, proprio come qualche anno fa. Per Natale vorrei anche un po' di libertà, libertà di sognare come quando ero bambino
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