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> La Parola di Dio...nel Vangelo, liturgia del giorno
 
Gabry
Inviato il: Domenica, 19-Dic-2010, 17:21
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Vangelo

Mt 1,18-24
Gesù nascerà da Maria, sposa di Giuseppe, della stirpe di Davide.


Domenica 19 Dicembre 2010
IV DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A)

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,



+ Dal Vangelo secondo Matteo

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Parola del Signore


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Gabry
Inviato il: Domenica, 19-Dic-2010, 17:23
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L'attenzione è posta tutta sulla e soprattutto sull'inquietudine interiore di Giuseppe, l'unico a cui davvero l'attesa di Maria creasse problemi (il fatto che due fidanzati avessero avuto una relazione non era così problematico per la società del tempo, essendo il fidanzamento già un contratto stabile).

Il dubbio, gli interrogativi di Giuseppe...non ci devono spaventare, ma spingere a riconoscere anche i nostri, le nostre fatiche.
Fatiche nel credere, nel vivere relazioni vere e autentiche, nel comprendere quale è il nostro posto, nel vivere nella comunità della chiesa, nel sentire la nostra missione.

Domande talvolta esistenziali, talvolta di fede.
Domande! La grandezza dell'uomo in fondo è nella ricerca, nell'interrogarsi e nell'interrogare anche Dio.


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leonardo
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VANGELO DEL GIORNO
Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna Gv 6, 68



Lunedì 20 Dicembre 2010

Ferie di Avvento dal 17 al 24: 20 dicembre

Santo(i) del giorno : BEATO VINCENZO ROMANO, Sacerdote

Meditazione del giorno
San Bernardo : « Avvenga di me quello che hai detto »


Libro di Isaia 7,10-14.

Il Signore parlò ancora ad Acaz: "Chiedi un segno dal Signore tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure lassù in alto". Ma Acaz rispose: "Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore". Allora Isaia disse: "Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta di stancare la pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare anche quella del mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.

Salmi 24(23),1-2.3-4.5-6.

Di Davide. Salmo. Del Signore è la terra e quanto contiene, l'universo e i suoi abitanti.
È lui che l'ha fondata sui mari, e sui fiumi l'ha stabilita.
Chi salirà il monte del Signore, chi starà nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non pronunzia menzogna, chi non giura a danno del suo prossimo.
Otterrà benedizione dal Signore, giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca, che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,26-38.

Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.

Traduzione liturgica della Bibbia



Meditazione del giorno:

San Bernardo (1091-1153), monaco cistercense e dottore della Chiesa
Omelie in lode della Vergine Madre, 4,11


« Avvenga di me quello che hai detto »


Ascoltiamo tutti la risposta di colei che fu scelta per essere la Madre di Dio, pur senza perdere la sua umiltà : « Eccomi sono la serva del Signore. Avvenga di me quello che hai detto »… Con queste parole, Maria esprime quanto sia vivace il suo desiderio, invece di domandarne la realizzazione come se fosse stata dubbiosa. Tuttavia, nulla impedisce di vedere una preghiera in questo « fiat », in questo « avvenga di me ». Infatti… Dio vuole che gli chiediamo anche le cose che ci promette. È senza dubbio il motivo per cui ci promette prima le cose che ha deciso di donarci : la promessa sveglia la pietà, e la preghiera ci fa meritare ciò che stavamo per ricevere gratuitamente.

Questo ha capito la Vergine, che unisce il merito della preghiera al dono della promessa gratuita : « Avvenga di me quello che hai detto. La Parola eterna faccia di me quello che la tua parola ha detto oggi. La Parola che era presso Dio fin dal principio, si faccia carne nella mia carne secondo la tua parola… Questa Parola non sia soltanto percepibile ai miei orecchi, ma pure visibile ai miei occhi, palpabile alle mie mani, e che io possa portarla fra le braccia. Che non sia questa, una parola scritta e muta, ma la Parola incarnata e viva ; non questi segni inerti tracciati su una pergamena essiccata, ma una Parola a forma umana, impressa nelle mie viscere… « Dio aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti » (Eb 1,1) ; la sua parola è stata data loro per essere ascoltata, proclamata, messa in pratica… Per parte mia, chiedo che sia messa nelle mie viscere… Chiamo la Parola invocata in me nel silenzio, incarnata in una persona, corporalmente unita alla carne… Essa si realizzi in me per il mondo intero. »

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Gabry
Inviato il: Lunedì, 20-Dic-2010, 09:20
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Una chiamata e una risposta che la rendono icona del discepolo, che ascolta, accoglie e vive la Parola.

Maria vive in una pienezza unica le parole dell'angelo: "non temere ...hai trovato grazia presso Dio".

Queste parole però sono anche per noi, a cui Dio ha guardato con grazia, con benevolenza, con amore..,

Anche noi siamo chiamati a non temere, a guardare a Dio con fiducia, che è un modo di dire fede, perché egli guarda a ciascuno con amore, "come un Padre il suo figlio piccoletto".


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Inviato il: Martedì, 21-Dic-2010, 08:37
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Vergine Maria, Madre del Salvatore, tu che hai saputo accogliere l'annunzio dell'angelo con animo pronto ad obbedire e a servire l'Onnipotente, per la tua intercessione fa' che anche in noi la Parola divina diventi vita, s'incarni in un "sì" rinnovato giorno dopo giorno a gloria di Dio e a salvezza dei fratelli che il Signore pone sul nostro cammino.
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ROSABIANCA
Inviato il: Martedì, 21-Dic-2010, 08:48
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QUOTE (Frossard @ Venerdì, 17-Dic-2010, 10:09)
Cari amici, ho scelto questo posto per fare a tutti voi gli auguri di un Sereno Natale.
Lo so che non è il posto giusto, in qualche altro forum si sarebbero arrabbiati, ma io so che voi perdonerete questo mio errore, che comunque è un errore a metà, perché dal punto di vista teologico, è certamente questa la grotta di Betlemme che vi ricordo significa Casa del Pane ed allora nella Casa del Pane, in Betlemme, questo post è la grotta in cui la Parola, grazie a voi, al vostro impegno, ogni giorno si fa “carne” e noi dall’esterno possiamo guardare il Suo volto per renderGli gloria.
La grotta di Betlemme.
Prima di farvi gli Auguri, permettetemi di condividere con voi le mia meditazione su questa grotta che è diventata per molti il presepe.
Devo dire, ripetendo quello che mi dicono in molti ormai, che sono peggiorato ed è vero (voi non lo potete verificare, e siete fortunati, ma fidatevi).
Se ci pensate bene in questa grotta ci sono due personaggi che non hanno diritto di esserci: il bue e l’asinello. Non hanno diritto perché nessun Vangelo ne parla, non c’è traccia di loro, ma li abbiamo messi noi e vi dico (dopo qualche ricerca) che, abbiamo anche fatto bene, ma abbiamo sbagliato il posto.
Si perché l’idea che questi due animali siano lì per riscaldare il Bambino, non solo non mi ha mai convinto, non so a voi, ma c’è il rischio di pensare che questo Bambino abbia avuto un papà e una mamma che non siano stati previdenti. A riscaldare il Bambino ci hanno pensato Giuseppe e Maria, e lo hanno fatto nel migliore dei modi possibile.
E allora noi dobbiamo tirarli fuori dalla grotta (fatelo se vi convince l'idea), metterli davanti all’ingresso della grotta. Poi ci possiamo mettere il pastori, le pecorelle, i Re Magi, il falegname, il fornaio, la lavandaia, ma dopo il bue e l’asinello.
C’è un passo straordinario del profeta Isaia che dice: “Il bue ha riconosciuto il suo proprietario e l'asino la greppia del suo padrone”.
Il bue e l’asinello hanno riconosciuto subito il Padrone, e allora hanno diritto a essere lì, davanti e non dietro, quale simbolo o se volete come provocazione.
Ma nel mio presepe chiederò al bue e all’asinello, di fare spazio a voi. Metto ognuno di voi, le vostre famiglie in prima fila, perché ancora davanti a chi riconosce il Padrone ci deve essere chi riconosce quel Bambino come “Padre” e si riconosce quale Figlio e non “servo”.
E’ il mio augurio, che questo Natale ci aiuti tutti a riconoscerci Figli e in quanto Figli “eredi”.
E l’erede non deve pagare nulla perché tutto gli è stato donato.
Dio vi benedica.

caro Mimmo,
grazie di cuore ,anche da parte mia ,degli auguri che ricambio con affetto a te e alla tua bella famiglia.
grazie della splendida riflessione che ho letto piu' volte anch'io...
grazie del posto che ci hai riservato nel tuo presepe..
grazie del dono grande che ci hai fatto ritornando anche solo per poco tempo,
ma sappiamo che ci sei sempre, che ci leggi ogni giorno e premurosamente rispondi alle nostre mail.
T.V.B.
Maria Teresa
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leonardo
Inviato il: Martedì, 21-Dic-2010, 09:03
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VANGELO DEL GIORNO
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Martedì 21 Dicembre 2010

Ferie di Avvento dal 17 al 24: 21 dicembre

Santo(i) del giorno : S. PIETRO CANISIO, Sac. S.J. e Dottore della Chiesa

Meditazione del giorno
Sant'Ambrogio : « Maria si mise in viaggio verso la montagna »


Cantico dei Cantici 2,8-14.

Una voce! Il mio diletto! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline. Somiglia il mio diletto a un capriolo o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia attraverso le inferriate. Ora parla il mio diletto e mi dice: "Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! Perché, ecco, l'inverno è passato, è cessata la pioggia, se n'è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna. Il fico ha messo fuori i primi frutti e le viti fiorite spandono fragranza. Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è leggiadro".

Salmi 33(32),2-3.11-12.20-21.

Lodate il Signore con la cetra, con l'arpa a dieci corde a lui cantate.
Cantate al Signore un canto nuovo, suonate la cetra con arte e acclamate.
Ma il piano del Signore sussiste per sempre, i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni.
Beata la nazione il cui Dio è il Signore, il popolo che si è scelto come erede.
L'anima nostra attende il Signore, egli è nostro aiuto e nostro scudo.
In lui gioisce il nostro cuore e confidiamo nel suo santo nome.


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,39-45.

In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore».

Traduzione liturgica della Bibbia



Meditazione del giorno:

Sant'Ambrogio (circa 340-397), vescovo di Milano e dottore della Chiesa
Commento sul vangelo di Luca 19-21 ; SC 45, p. 81-82


« Maria si mise in viaggio verso la montagna »


Appena Maria ebbe saputo della maternità di sua cugina Elisabetta, vecchia e sterile, si avviò in fretta verso la montagna. Non perché fosse incredula della profezia o incerta dell'annunzio, o dubitasse della prova, ma perché era lieta della promessa e desiderosa di compiere devotamente un servizio, con lo slancio che le veniva dall'intima gioia. Dove ormai, ricolma di Dio, poteva affrettarsi ad andare se non verso l'alto ? La grazia dello Spirito Santo non comporta lentezze.

Imparate anche voi quanta premura dovete manifestare alle donne della vostra casa che sono in procinto di essere madri. Maria fino a quel momento aveva vissuto da sola nel più rigoroso ritiro ; eppure il suo pudore verginale non le ha impedito di apparire in pubblico, né la ripidezza delle montagne di attuare il suo disegno, né la lunghezza del cammino di rendere servizio. Verso le alture, la Vergine si affretta, lei che pensa solo a servire e dimentica la sua fatica, lei che trova la forza nella carità, nonostante la debolezza della sua condizione. Maria lascia la sua casa e si avvia verso le alture... Rimase da sua cugina circa tre mesi, non per il gusto di abitare presso altri, ma perché essendo venuta per rendere un servizio, aveva a cuore questo servizio.


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roby
Inviato il: Martedì, 21-Dic-2010, 11:11
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O sole che sorgi, splendore Della Gloria divina, sole di giustizia, vieni Ed illuminaci!
"Una voce! Il mio diletto! Eccolo, viene saltando per I monti, balzando per Le colline " (Ct 2,8).


Fra qualche giorno arriverà. Saprò riconoscerlo e accoglierlo?

Sacre parole del Cantico dei cantici, che ci sono date perché possiamo farle nostre.
Dal momento in cui Maria ha dato alla luce IL Bambino, la donna-umanità, la Chiesa, veglia e prepara la venuta del Messia.
Non serve a nulla celebrare una Volta all'anno la natività del Salvatore se egli non nasce ogni giorno nel nostro cuore. Concedici, Signore, un cuore così Grande DA contenere la tua venuta!!!!
Grido ti imploro di aiutare la mia famiglia ad accogliere il vero senso del Natale...

Come Maria che crede all'adempimento della Parola del Signore. Non diamo per scontato... Nemmeno per lei fu facile credere a qualcosa di così Grande! Eppure si fidò, credette e su questa fiducia è diventata Madre di Dio e Madre nostra! Chiediamo la sua forza e il suo sostegno e ripetiamoci, oggi,: Madre aiutami a credere come hai creduto TU, aiutami a fidarmi di Dio qualunque cosa accada!

Buona giornata!
Roberta.


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Apri i nostri cuori...per sentirTi, vederTi, ascoltarTi.
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ROSABIANCA
Inviato il: Martedì, 21-Dic-2010, 17:12
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GiovanniBattista, non ancora nato sussulta nel grembo.

E' come se le due donne non fossero altro che i portavoce dei figli che custodiscono in grembo. Questo è il paradigma piu'bello del cristiano che vede nell'altro non la persona parente, amica...ma intravede il Signore nascosto in essa. Nell'uomo, la ricerca del bene e il desiderio di riconoscere Dio nell'altro sono innati, lasciamoci illuminare dallo Spirito che ci guida
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leonardo
Inviato il: Mercoledì, 22-Dic-2010, 09:02
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Mercoledì 22 Dicembre 2010

Ferie di Avvento dal 17 al 24: 22 dicembre

Santo(i) del giorno : S. FRANCESCA SAVERIO CABRINI, Patrona degli immigrati

Meditazione del giorno
San Luigi Maria Grignion de Montfort : « Ha guardato l'umiltà della sua serva »


Primo libro di Samuele 1,24-28.

Dopo averlo divezzato, andò con lui, portando un giovenco di tre anni, un'efa di farina e un otre di vino e venne alla casa del Signore a Silo e il fanciullo era con loro. Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli e Anna disse: "Ti prego, mio signore. Per la tua vita, signor mio, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho chiesto. Perciò anch'io lo dò in cambio al Signore: per tutti i giorni della sua vita egli è ceduto al Signore". E si prostrarono là davanti al Signore.

1 Sam 2,1.4-8.

Allora Anna pregò: Il mio cuore esulta nel Signore, la mia fronte s'innalza grazie al mio Dio. Si apre la mia bocca contro i miei nemici, perché io godo del beneficio che mi hai concesso.
L'arco dei forti s'è spezzato, ma i deboli sono rivestiti di vigore.
I sazi sono andati a giornata per un pane, mentre gli affamati han cessato di faticare. La sterile ha partorito sette volte e la ricca di figli è sfiorita.
Il Signore fa morire e fa vivere, scendere agli inferi e risalire.
Il Signore rende povero e arricchisce, abbassa ed esalta.
Solleva dalla polvere il misero, innalza il povero dalle immondizie, per farli sedere insieme con i capi del popolo e assegnar loro un seggio di gloria. Perché al Signore appartengono i cardini della terra e su di essi fa poggiare il mondo.


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,46-55.

Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».

Traduzione liturgica della Bibbia



Meditazione del giorno:

San Luigi Maria Grignion de Montfort (1673-1716), predicatore, fondatore di comunità religiose
Trattato della vera devozione alla Beata Vergine Maria, 1-6


« Ha guardato l'umiltà della sua serva »


Maria è stata molto nascosta nella sua vita : perciò è stata chiamata dallo Spirito Santo e dalla Chiesa « Alma Mater » : Madre nascosta e segreta. La sua umiltà è stata così profonda che lei non ha avuto sulla terra altra attrattiva più forte e continua di quella di nascondersi a sè stessa e ad ogni creatura, per essere conosciuta soltanto da Dio solo.

Dio, per esaudirla in queste sue richieste di essere da lui nascosta, impoverita e umiliata, si compiacque di nasconderla nella sua concezione, nella sua nascita, nella sua vita, nei suoi misteri, nella sua risurrezione e assunzione, di fronte a quasi tutte le creature umane. Neppure i suoi genitori la conoscevano ; e gli angeli domandavano spesso gli uni agli altri : « Quae est ista ? Chi è costei ? » (Ct 6, 10) perché l'Altissimo la nascondeva a loro ; e se scopriva loro qualcosa di lei, ne nascondeva loro infinitamente più ancora...

Quante cose grandi e nascoste, il Dio potente ha fatte in questa creatura ammirabile, come lei stessa fu costretta a proclamarlo, malgrado la sua profonda umiltà : « Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente ». Il mondo non le conosce, perché ne è incapace e indegno.



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Giovedì 23 Dicembre 2010

Ferie di Avvento dal 17 al 24: 23 dicembre

Santo(i) del giorno : S. GIOVANNI DA KETY, Patrono di Polonia e Lituania

Meditazione del giorno
Sant'Agostino : « Gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio »


Libro di Malachia 3,1-4.23-24.

Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate; l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, ecco viene, dice il Signore degli eserciti. Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai. Siederà per fondere e purificare; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un'oblazione secondo giustizia. Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani. Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore, perché converta il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i padri; così che io venendo non colpisca il paese con lo sterminio.

Salmi 25(24),4-5.8-9.10.14.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua verità e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza, in te ho sempre sperato.
Buono e retto è il Signore, la via giusta addita ai peccatori;
guida gli umili secondo giustizia, insegna ai poveri le sue vie.
Tutti i sentieri del Signore sono verità e grazia per chi osserva il suo patto e i suoi precetti.
Il Signore si rivela a chi lo teme, gli fa conoscere la sua alleanza.


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,57-66.

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei. All'ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta, e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: «Che sarà mai questo bambino?» si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui.

Traduzione liturgica della Bibbia



Meditazione del giorno:

Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa
Discorso sulla natività di Giovanni Battista ; 293,3


« Gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio »


Zaccaria tace e perde la parola fino alla nascita di Giovanni, precursore del Signore, che gli rende la parola. Che cosa significa il silenzio di Zaccaria se non che la profezia è scomparsa, e, prima dell'annunzio di Cristo, come nascosta e sigillata ? Si apre al momento del suo avvento, diviene chiara in virtù dell'arrivo di colui che era annunziato dalla profezia. La parola resa a Zaccaria alla nascita di Giovanni corrisponde al velo squarciato in due alla morte di Gesù sulla croce. Se Giovanni avesse annunciato se stesso, la bocca di Zaccaria non si sarebbe riaperta.

La parola gli è stata resa perché nasce colui che è la voce ; infatti domandavano a Giovanni che già stava annunciando il Signore : « Chi sei tu ? » Ed egli rispose : « Io sono voce di uno che grida nel deserto ». La voce è Giovanni, mentre il Signore è la Parola : « In principio era il Verbo ». Giovanni è la voce per un po' di tempo ; Cristo è il Verbo fin dal principio, è il Verbo eterno.



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leonardo
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Venerdì 24 Dicembre 2010

Natale del Signore: Messa della notte, solennità

Oggi la Chiesa celebra : LA SOLENNITÀ DEL NATALE DEL SIGNORE : Messa di Mezzanotte
Santo(i) del giorno : S. DELFINO, Vescovo di Bordeaux (F)

Meditazione del giorno
Tommaso di Celano : San Francesco al primo presepio di Natale


Libro di Isaia 9,1-6.

Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si gioisce quando si spartisce la preda. Poiché il giogo che gli pesava e la sbarra sulle sue spalle, il bastone del suo aguzzino tu hai spezzato come al tempo di Madian. Poiché ogni calzatura di soldato nella mischia e ogni mantello macchiato di sangue sarà bruciato, sarà esca del fuoco. Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace; grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e sempre; questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.

Salmi 96(95),1-2.3.11-12.13.

Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore da tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome, annunziate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria, a tutte le nazioni dite i suoi prodigi.
Gioiscano i cieli, esulti la terra, frema il mare e quanto racchiude;
esultino i campi e quanto contengono, si rallegrino gli alberi della foresta
davanti al Signore che viene, perché viene a giudicare la terra. Giudicherà il mondo con giustizia e con verità tutte le genti.


Lettera di san Paolo apostolo a Tito 2,11-14.

È apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo; il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo puro che gli appartenga, zelante nelle opere buone.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,1-14.

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama».

Traduzione liturgica della Bibbia



Meditazione del giorno:

Tommaso di Celano (circa 1190 - circa 1260), biografo di S. Francesco e di S. Chiara
Vita prima, 84-86


San Francesco al primo presepio di Natale


Circa due settimane prima della festa della Natività, il beato Francesco disse ... : « Vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie ad un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l'asinello » ...

E giunse il giorno della letizia ! Per l'occasione sono stati convocati molti frati da varie parti. Uomini e donne arrivano festanti dai casolari della regione, portando ciascuno secondo le sue possibilità, ceri e fiaccole per illuminare quella notte, nella quale s'accese splendida nel cielo la Stella che illuminò tutti i giorni e i tempi. Arrivò infine Francesco : vide che tutto è stato predisposto secondo il suo desiderio, ed è raggiante di letizia. Ora si accomoda la greppia, vi si pone il fieno e si introducono il bue e l'asinello. In quella scena commovente risplende la semplicità evangelica, si loda la povertà, si raccomanda l'umiltà. Greccio è divenuto come una nuova Betlemme. Questa notte è chiara come pieno giorno e dolce agli uomini e agli animali ! La gente accorse e si allietò di un gaudio mai assaporato prima, davanti al nuovo mistero. La selva risuonò di voci e le rupi imponenti echeggiarono di cori festosi. I frati cantarono scelte lodi al Signore, e la notte sembrò tutta un sussulto di gioia. Il santo era lì estatico di fronte al presepio, con lo spirito vibrante di compunzione e di gaudio ineffabile. Poi il sacerdote celebrò solennemente l'Eucaristia sul presepio e lui stesso assaporò una consolazione mai gustata prima.

Francesco si è rivestito della dalmatica perché era diacono, e cantò con voce sonora il santo Vangelo... Poi parlò al popolo e con parole dolcissime rievocò il neonato Re povero e la piccola città di Betlemme.

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Natale del Signore: Messa del giorno, solennità


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 1,1-18.

In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta.
Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe.
Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto.
A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome,
i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli rende testimonianza e grida: «Ecco l'uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me».
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.
Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.


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Oggi ci è nato un Salvatore, che è Cristo Signore, nella città di Davide » (Lc 2, 11). Questa città è Betlemme ed è là che dobbiamo accorrere, come fecero i pastori appena udito l'annunzio... « È questo per voi il segno : troverete un bambino, avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia (Lc 2, 12). Ora ecco che vi dico che dovete amarlo : temete il Signore degli angeli, ma amatelo tenero bambino ; temete il Signore della potenza, ma amatelo avvolto in fasce ; temete il Re del cielo, ma amatelo deposto in una mangiatoia...



Affrettiamoci dunque, fratelli, a questo presepe del Signore ; ma prima, per quanto ci è possibile, prepariamoci con la sua grazia a questo incontro, perché ogni giorno e in tutta la nostra vita, « con cuore puro, coscienza retta e fede sincera » (2 Cor 6, 6), possiamo cantare insieme agli angeli : « Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama » (Lc 2, 14).


BUON NATALE!!!!!!!!!!!!


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